Gli anziani e il sonno: disturbi del sonno in terza età e vademecum per dormire bene

Il sonno ricopre un ruolo centrale nella vita di ogni essere umano, ma non tutti riescono a riposare in maniera corretta. Secondo la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, in Italia circa 10 milioni di persone soffrono di insonnia e la stragrande maggioranza di essi sono uomini e donne di oltre 65 anni d'età.

L'insonnia si manifesta in maniera differente nella terza età rispetto ai giovani e agli adulti: prendere sonno risulta difficoltoso, ci si sveglia presto al mattino e si accusa fin da subito una sensazione di stanchezza, ma anche possibili cefalee, dolori muscolari, deficit dell'attenzione e altri fastidi. Queste criticità finiscono per incidere pesantemente sullo svolgimento delle normali attività giornaliere.


Quali sono le cause dell'insonnia negli anziani?

I disturbi del sonno più comuni vengono suddivisi in categorie specifiche:

- insonnia primaria: ne soffre chi ha difficoltà a prendere sonno, si sveglia ripetutamente nelle ore notturne e si alza molto presto al mattino, sperimentando una pesante sonnolenza durante il giorno. Si soffre di insonnia se i disturbi sono presenti in maniera consecutiva per un mese;

- apnee notturne: è una sindrome che si manifesta con interruzioni del respiro durante il sonno, associate spesso a stati di obesità e russamento. Spesso può rivelare gravi patologie come le malattie cardiovascolari o ipertensione arteriosa;

- parasonnie: si tratta di anomalie comportamentali durante il passaggio tra una fase e l'altra del sonno, come per esempio movimenti motori bruschi, o urla, durante la fase REM;

- sindrome RLS: chiamata anche "sindrome della gambe senza riposo", è una malattia neurologica contraddistinta da impulsi non controllabili delle gambe durante il sonno.

Le cause dell'insonnia sono differenti negli uomini e nelle donne. La prima categoria tende ad avere un bisogno maggiore di andare in bagno, mentre le donne soffrono maggiormente di ansia e pensieri negativi.

Consumare pasti abbondanti nelle ore precedenti al sonno può portare a una cattiva digestione e a problemi articolari. Con l'avanzare dell'età molte problematiche croniche vengono inevitabilmente accentuate come: scompensi cardiaci, diabete, depressione, problemi renali o polmonari e malattie di tipo neurologico.


Come capire di che problematiche soffre un anziano?

Per comprendere al meglio il tipo di problema che affligge durante le ore notturne una persona anziana è consigliato chiedere il parere di un medico, ma anche in maniera autonoma è possibile ipotizzare la presenza di un'anomalia del riposo, per poi poterla riferire al proprio medico che deve sempre comunque essere il punto di riferimento.

È importante osservare la presenza di determinati comportamenti:

- sbalzi d'umore frequenti;

- stato di irritazione;

- scarsa concentrazione;

- stanchezza in viso;

- difficoltà nel rimanere svegli da seduti;

- atteggiamento poco brillante;

- consumo eccessivo di caffè o tè;

- scarso controllo delle emozioni;

- riflessi bassi;

- riposo dopo pranzo indispensabile;

- addormentamento serale in orari non tardivi.

Oltre allo stato fisico e alla progressione di patologie insite nell'anziano, gli specialisti trovano un'ulteriore causa al cattivo riposo nelle condizioni ambientali non favorevoli che devono essere eliminate o ridotte al minimo.

Si tratta di letti scomodi o inadatti al sonno che provocano dolori e un riposo non corretto, oppure ambienti rumorosi e cattive abitudini (come lasciare la tv accesa di notte) che vanno ad influire inevitabilmente sulla qualità del sonno.

Queste cattive abitudini possono causare problemi alla memoria, ai riflessi o stati depressivi. Per evitare tutti questi grattacapi è importante intervenire nei comportamenti diurni che vanno a inficiare sul ritmo sonno veglia, come i riposini pomeridiani o le molte ore passate davanti alla tv. L'introduzione di regole ben precise come: non consumare alcol, guardare per poco tempo la tv, dormire ad orari prestabiliti e consumare pasti leggeri possono giovare alla salute dell'anziano.


Disturbi del sonno: come intervenire?

I problemi del sonno non devono essere sottovalutati: la loro manifestazione potrebbe indicare l'insorgere di criticità gravi come il parkinson, la demenza senile o malattie neurodegenrative. Il consulto di un medico o di uno specialista è sicuramente consigliato ma attuare un cambiamento della routine diurna porta al miglioramento della situazione.

Il consumo di carboidrati nelle ore precedenti al sonno può favorire un corretto riposo. Anche l'esercizio fisico a bassa intensità, eseguito nel cronico, e sempre dietro supervisione del proprio medico, va a migliorare lo stato di salute generale e la qualità del riposo. Impostare una routine fissa nelle ore notturne, prestando massima attenzione all'orario del risveglio, garantisce risultati positivi.

Com'è ben intuibile devono essere evitate tutte quelle sostanze alimentari che in qualche modo vanno a disturbare la qualità del sonno; quindi eliminare o diminuire al minimo il consumo di alcol, caffeina e altri prodotti stimolanti.

Naturalmente molta importanza ha anche la creazione di un ambiente confortevole che favorisca il sonno: una camera con giusta temperatura, senza disturbi, con un letto adeguato e comodo (peraltro oggi in commercio esistono anche letti per anziani con varie caratteristiche studiate per le persone anziane) ecc. possono favorire un sonno più ristoratore.


I farmaci possono aiutare?

L'utilizzo dei farmaci nell'immediato potrebbe rappresentare una soluzione valida visto che riescono comunque a risultare efficaci, ma un'assunzione regolare nel tempo potrebbe causare problemi alla salute del soggetto.

Nelle persone in terza età si evidenzia un largo consumo di farmaci per ovviare a svariate problematiche tra cui la difficoltà a prendere sonno. Questo comportamento è accentuato dall'insorgere di uno stato di ansia dovuto appunto alla difficoltà nel non riuscire ad addormentarsi. Un'assunzione a lungo termine non fa altro che accentuare la possibilità di sviluppare patologie cognitive o creare uno stato di inefficienza fisica.

È assolutamente sconsigliato assumere farmaci senza il consulto di un medico. Gli effetti collaterali possono essere anche gravi e invece di risolvere il problema si andranno ad aggiungere altre grane. Attenzione anche alla possibile combinazione con altri medicinali, infatti una delle maggiori cause di ricovero nei pazienti di età avanzata è proprio quella legata agli effetti collaterali di farmaci.

È importante attenersi alle direttive del proprio medico e cercare di assumere fin quanto possibile medicinali o integratori con ingredienti naturali, come la melatonina.